L’anti-Juve non esiste

L’anti-Juve, ad oggi, non esiste. E, forse, negli ultimi otto anni non è mai esistita, altrimenti non si spiegano i 7 scudetti di fila vinti dai bianconeri. Ma se ogni anno c’è stata la speranza di vedere una squadra capace di fermare il dominio bianconero, quest’anno le speranze sembrano diradarsi nel nulla più totale. 

L’ennesima dimostrazione lo è la sconfitta di ieri sera del Napoli, che arrivato a Genova con l’obiettivo dei 3 punti se n’è ritornato in Campania con 3 gol incassati e 0 punti conquistati. Un tracollo inspiegabile contro una Sampdoria che quando è in forma – come ieri – sa giocare un calcio squisito. e pensare che nella disfatta del Ferraris Ancelotti non aveva fatto nemmeno troppo turnover (dei big mancavano soltanto Hamsik, Callejon e Mertens). 

L’anti-Juve non è il Napoli (ormai eterno secondo) e di certo non lo sono nemmeno Inter, Roma e Milan, le cosiddette “big” del nostro campionato. Per essere le vere antagoniste della Juventus occorrerebbe, prima di tutto, avere il fatturato della Juventus. La Juve incassa molto perchè vince, e se vince è grazie ad un ottimo centro di allenamento che ogni anno cresce decine di giovani talenti e calciatori che vanno poi a rinforzare la rosa. Certo, ho semplificato molto il discorso, ma il succo è questo. Alla base di tutto ci sono gli investimenti, la creazione di un buon centro sportivo, di uno stile. E poi ci sono preparatori top al mondo nel loro settore, ovvero coloro che fanno crescere qualitativamente i giocatori. Investimenti generano incassi, discorso semplice quanto difficile da attuare.

Basti guardare la Roma. Cedere Alisson – uno dei migliori portieri al mondo al momento – e sostituirlo con Robin Olsen, 28 anni, una carriera intera in chiaroscuro. 

Ma finchè le “grandi” d’Italia non lo capiranno, il dominio Juventus continuerà a rimanere incontrastato. 

@corsMatteo

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