La Roma esonera Di Francesco, ma il colpevole è Pallotta

Dopo la sconfitta in Champions League contro il Porto e conseguente eliminazione dalla coppa, la Roma ha esonerato (con qualche mese di ritardo, se proprio dobbiamo dirla tutta) Eusebio Di Francesco. Al suo posto – sembrerebbe mancare solo l’ufficialità – arriverà (anzi, tornerà) Claudio Ranieri.

Premesso che l’esonero è più che sacrosanto – ma doveva già arrivare dopo le 7 patate di Firenze in Coppa Italia – sarebbe giusto fare qualche precisazione. Come si poteva, a inizio stagione, pretendere che un allenatore “normale” come Di Francesco potesse fare i miracoli con la squadra che gli è stata costruita? Anzi, con la squadra che gli è stata smantellata?

E’ stato ceduto Salah, ed è arrivato Kluivert (che vede il campo una volta ogni morte di Papa). E’ stato ceduto Alisson, miglior portiere del mondo, ed è arrivato Olsen (!). Per 11 milioni tra l’altro; E’ partito Nainggolan e sono arrivati Coric, Pastore e Zaniolo. Quest’ultimo ha giocato più degli altri due messi insieme, ed è l’unico acquisto che si salva. In attacco? In attacco è rimasto Dzeko che, per usare il linguaggio del popolo, avrà pure esperienza ma è bollito. E in più non segna. E questi sono solo alcuni esempi per spiegare al meglio la disastrosa stagione giallorossa.

Qui la principale colpa è di Pallotta e di Monchi, prima che di Di Francesco. Ma nel calcio è così: quando le cose vanno male è più comodo cacciare l’allenatore piuttosto che rivoluzionare la squadra.

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