Intervista ad Adrian Ricchiuti

Partito dalle giovanili della Ternana, per poi diventare una sorta di bandiera nel Rimini, Adrian Ricchiuti ha comunque avuto la soddisfazione, nel 2009/10, di approdare anche in Serie A con la maglia del Catania. Erano i tempi del “Catania degli argentini”, quando c’erano i vari Papu Gomez, Barrientos, Andujar e Silvestre a dare spettacolo.

Ma le soddisfazioni che si è tolto, soprattutto nelle categorie minori, sono molteplici. Ecco la nostra intervista a Adrian Ricchiuti.

Intervista a Adrian Ricchiuti:”Rimini una famiglia”

Buongiorno signor Ricchiuti, e grazie per aver concesso a calciomercatot8.com di intervistarla. Partiamo subito con la prima domanda: Lei ha passato gran parte della sua carriera tra le fila del Rimini, e il fatto che sia il calciatore con più presenze (340) nella storia del club dimostra il suo attaccamento alla maglia. Come si è trovato in tutti quegli anni al Rimini?

Rimini ormai è come una seconda casa. Sono stati anni fantastici, e mi ci sono tolto molte soddisfazioni. Sono andato via molte volte, ma sono sempre tornato. Sono stati anni fantastici che non dimenticherò.

Ha militato, fino al 2009, per tanti anni nelle serie minori facendosi comunque notare. Il Catania decise di acquistarlo nel 2009, dove lei riuscì a segnare il suo primo gol in Serie A a 31 anni, in un match contro il Cagliari. Cosa ricorda di quell’annata?

Sì, forse il debutto è arrivato un pò tardi ma sono comunque contento di aver giocato in una squadra come quella del Catania. Era una squadra molto forte, mi ci trovavo bene. Anche lì, come a Rimini, mi sono sentito come a casa. Gente fantastica, ambiente ideale.

Nel 2013 lasciò il Catania da svincolato: fu una sua scelta non rinnovare oppure fu una scelta del club?

Purtroppo fu una scelta del club. Ma non porto rancore

Dopo il Catania, andò all’Entella in Lega Pro che, grazie a un suo gol nei playoff contro la Cremonese, riuscì ad ottenere la promozione in Serie B. Fu una sorta di riscatto dopo una stagione penalizzata da un infortunio?

Si. Arrivai all’Entella in estate, ma mi infortunai in un allenamento dopo poco tempo. La mia stagione, praticamente, iniziò a Gennaio. Sono felice di aver contribuito alla promozione in Serie B dell’Entella. La squadra, dal 2013, non è più retrocessa e se ci penso credo che un pò sia anche merito mio.

Qual è il match in tutta la sua carriera che ricorda più volentieri?

Senza dubbio Juventus-Rimini del 2006, in Serie B. Fu mio il gol dell’1-1 che sentenziò il pareggio.

Cosa è cambiato secondo lei dal calcio di appena dieci anni fa a quello di oggi?

Sicuramente in quello di una volta, a mio parere, c’era più qualità e gioco di squadra. Oggi, spesso, a decidere una partita sono i singoli. Ovviamente anche quello di oggi lo reputo un buon calcio, ma se dovessi scegliere…

Lei ha giocato anche da attaccante, secondo lei chi è l’attaccante più forte in Serie A al momento?

A questa domanda non so rispondere con precisione. Ce ne sono tanti, al momento, di attaccanti forti in Serie A. Ci sono Icardi, Higuain, Dybala… Sono tutti forti, e non me la sento di premiarne uno in particolare.

Questa intervista è presente anche su Calcio&Mercato T8

Twitter: @corsMatteo