Aggressione Bernardini, ci caschiamo sempre

Quella di qualche giorno fa a San Basilio è l’aggressione numero 300 nei confronti di un arbitro avvenuta in Italia negli ultimi due anni. E quella nei confronti di Riccardo Bernardini – 23 anni, arbitro e studente alla Sapienza di Roma – è stata un’aggressione barbara, che lo ha mandato in ospedale con un trauma cranico

Bernardini è stato raggiunto fuori dal campo dopo Virtus Olympia-Atletico Torrenova e aggredito da alcuni tifosi, che lo hanno pestato a sangue facendolo sbattere di testa sull’asfalto, causandogli un trauma cranico. Se non fosse stato per l’intervento di un ex “Irriducibile” della Lazio, Bernardini forse avrebbe avuto conseguenze ben peggiori. 

Aggressione Bernardini, serve una pena esemplare come fece Putin in Russia

E’ ora che la FIGC, o chi per essa, intervenga e punisca in modo esemplare i responsabili. Anche perchè 300 aggressioni in due anni sono un dato allarmante, per non dire altro. Mi ricordo quando, circa dieci anni fa, Vladimir Putin (non ancora presidente, ma Primo Ministro) al termine di una partita finita in rissa tra i giocatori delle due squadre prese una decisione drastica nei confronti dei protagonisti. 

Una decisione esemplare. Radiò innanzitutto le due società, e successivamente i rispettivi tesserati. Da quel giorno nessuno di essi non può più praticare alcuno sport a livello professionistico in nessun luogo. 

L’aggressione a Bernardini dovrebbe prendere una piega simile. Identificazione dei responsabili, carcere e DASPO a vita per qualsiasi luogo in cui si pratica sport. Puniscine uno per educarne cento.  

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